1° CONCORSO LA FENICE ET DES ARTISTES

Michele Facchini

Amministratore Fenice Hotels

Innanzitutto desidero ringraziare mio padre a cui devo questa iniziativa, che nasce dall'amore per l'arte che mi ha trasmesso durante tutta una vita. La passione che aveva per la pittura, nei tempi in cui i valori erano sicuramente altri. Valori a quel tempo disinteressati quando passavamo ore ed ore, pranzi o cene dal caro amico Deana "Alla Colomba". E lì a trascorrere serate in allegria discutendo animatamente con gli artisti che ci presentava.

Io, bambino, seduto impaziente a non capire il perché. Poi gli stessi artisti venivano all'albergo dove si fermavano per lunghi periodi.

"Vedi" mi diceva mio padre "Venezia in qualunque momento tu la guardi è diversa, le luci, i colori della laguna cambiano continuamente. E' per questo che ogni artista deve fermarsi qui a vedere le albe, i tramonti, i canali che sono un arcobaleno di colori che cambiano continuamente e loro devono riuscire a fermare questi attimi e trasmettere le loro emozioni".

Con loro, poi, riusciva con difficoltà a farsi vendere un quadro, perché, mi diceva, ogni artista è molto geloso delle sue opere di cui non si priverebbe mai.

Marco Novati, quando avevo 12 anni, mi ha fatto un ritratto: durante le sedute non stavo mai fermo e lui mi riprendeva: "Stai fermo, non muoverti su quella sedia, se no tornatene a casa" mi diceva.

Quando finalmente ho visto il quadro mi dissi: "Ma chi è quello? Non sono io!" io avevo una giacca con camicia e cravatta, invece lui mi ha ritratto con una maglia celeste col collo alto.

Lui mi ha risposto: "Non è importante la giacca o la cravatta, un giorno capirai".

Solo oggi riconosco l'importanza di quel momento e di quel ritratto che rimarrà per sempre nel tempo.

Desidero che questo concorso possa sin dalla prima edizione avere successo e proseguire con la vita dell'albergo, continuando a dare agli ospiti che soggiornano la possibilità di apprezzare tutte le opere che vagano di stanza in stanza, di salone in salone, per tutti gli spostamenti che amo tanto fare e che tanto stupiscono chi ritorna in hotel con frequenza. Ringrazio Giacomo che mi ha dato in una serata di fine novembre la possibilità di realizzare un sogno tenuto in un cassetto, sogno che forse era già di mio padre e che sono certo che Lui stesso avrebbe apprezzato.

Mi auguro che già questa edizione del concorso possa avere successo e possa divenire per me lo strumento per trasmettere l'amore per l'arte ai miei figli, responsabilità che sento grande alla luce di quello che mio padre ha insegnato a me. Vorrei anche che la manifestazione fosse un motivo in più per dare continuità alla collezione e per mantenerla unita così come lo è stata fino ad oggi.

Infine voglio ringraziare gli artisti che hanno partecipato rendendo possibile tutto questo: sono loro i primi attori, e con la loro opera per sempre potranno trasmettere ai posteri il loro messaggio.

 

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