LA COLLABORAZIONE CON LA PINACOTECA MODIGLIANI

Roberto Sabatelli

Direttore Civica Pinacoteca Modigliani - Follonica

Nella veste di responsabile di un Museo d'Arte mi sono più volte trovato nell'affanno della non facile gestione dei Premi di Pittura, alcune volte dalla parte dell'organizzazione, altre da quella della commissione giudicante.

In Italia si contano oggi, così come sono nati e morti, migliaia e migliaia di questi concorsi; alcuni hanno segnato la Storia dell'Arte e sono delle pietre miliari, tanto che ci riesce difficile accettare e giustificare la scomparsa di molti. Ritengo però indiscutibile la loro utilità, il pregio di aver fatto scoprire dei grandi Maestri e quello di aver incoraggiato ottimi pittori, così come di aver finanziato artisti in difficoltà e ancor più di aver promosso e divulgato l'opera di tutti.

Il Premio La Fenice mi è stato presentato dal suo curatore come rispondente a tutti questi requisiti; in quest'ottica mi sono adoperato per fornire la collaborazione della Civica Pinacoteca Modigliani di Follonica. Infatti a garanzia dell'aspetto culturale dell'iniziativa, nel mese di ottobre, nel contesto del concorso, addirittura come suo antefatto ed esemplificazione degli intendimenti, i medesimi organizzatori hanno allestito una bellissima selezione di dipinti dell'Ottocento Verista prestati dallo studioso collezionista Carlo Pepi, che proprio quest'anno è stato premiato per i meriti acquisiti nella promozione dell'arte. Il mio intervento, limitatamente all'esiguo numero dei cinque pittori che potevo proporre, è stato condizionato, credo positivamente, dall'esperienza della mia professione; perciò ho presentato artisti ben diversi tra loro per stilema e tecnica.

Contemporaneamente ho voluto fornire una panoramica in qualche aspetto esauriente del contemporaneo in Toscana e soprattutto mi sono riferito a personaggi per i quali il mio giudizio era confortato da numerosi e autorevoli interventi della critica nazionale, così come da un importante avallo del mercato.

Inoltre ho cercato di non perdere di vista un intendimento generale che si preoccupasse più della manifestazione che della pratica sbrigativa di compilare un breve elenco di nomi; infatti quando si taglia il nastro della prima edizione di un Premio di Pittura, una delle maggiori preoccupazioni dovrebbe essere quella di porre fondamenta della sua continuità e della sua crescita.

Raffaele De Rosa è sicuramente uno dei più rappresentativi esponenti del fantastico nell'arte, tanto da essere invitato dall'Unione delle Banche Francesi a rappresentare l'Italia per un'esposizione internazionale dedicata a questo genere; gli scritti di critici, poeti, antropologi, letterati ne sono ulteriore conferma.

Franco Bulletti, che vanta tra le presentazioni dei suoi cataloghi nomi della levatura di Lara Vinca Masini, o di quel prof. Pedretti che è la massima autorità su Leonardo Da Vinci, mi ha fornito l'occasione di far esprimere l'impatto emozionale suscitato da Venezia tramite il filtro dell'astrattismo.

Inoltre non trascurerei l'importanza del supporto che potrebbe derivare dalla sua esperienza nel campo dell'editoria d'arte di altissima qualità, complemento indispensabile perché una neonata manifestazione sia divulgata e non finisca per collocarsi in un contesto marginale. Renzo Mezzacapo ha elaborato un proprio stilema che affonda le sue radici nella tradizione della pittura toscana, con cultura di matrice figurativa che ogni volta tende a superare il realismo attraverso la metafora.

Un pittore che mi appare particolarmente in sintonia con gli intendimenti del Premio, perché impegnato in una instancabile opera di promotore che lo ha visto organizzare quella che per lunghi anni è stata l'unica fiera d'arte dedicata esclusivamente agli artisti e che continua ad essere l'unica importante rassegna del genere nel Centro Italia. Silvestro Lodi è artista veneziano, così come il premio, il suo promotore e come il sig. Facchini del quale molti pittori della laguna mi hanno raccontato le doti non tanto di collezionista, quanto di mecenate.

Conoscevo da tempo l'opera di Lodi; inoltre il suo curriculum, che si fregia di partecipazioni ad eventi come la Biennale, risponde al criterio che mi sono imposto per le mie segnalazioni, artisti "nuovi" ma conosciuti ed apprezzati dalla critica.

Quindi per questo pittore, gli scritti di nomi come Crispolti, Barilli,Venturoli, Bonito Oliva, solo per citarne alcuni, confortano la mia scelta; ancora uno stilema ed una tecnica autonoma, dove le opere nascono dalla pluralità di materiali diversi come rame, tessuto, foto, ritagli di sagome, cartone, numeri e lettere che Lodi usa e interpreta trasformando l'assetto in segno, disegno e pittura.

Manlio Allegri ha presentato la sua interpretazione con un'opera materica in linea con il suo stilema informale, dopo un remoto passato che lo vide affrontare la tavolozza dei Postmacchiaioli per poi essere allievo della prestigiosa scuola dell'eaista di Voltolino Fontani.

E' uno degli esponenti di spicco della Pittura Labronica, nel contesto di quella città che rappresenta un unicum nel panorama artistico mondiale. In quella linea generale che ho detto avermi guidato vedo importante la sua figura di segretario del Premio Rotonda d'Ardenza, uno dei più vecchi sempre in vita, se non il più antico, d'Italia; per di più fondato da Mario Borgiotti e che ha visto alternarsi nella giuria nomi come Ardengo Soffici, Carlo Carrà, Francesco Messina, Giovanni March, Mino Maccari, Giuseppe Migneco...

 

PRECEDENTE INIZIO PAGINA SUCCESSIVA

 

HOME CONCORSO