LA RIVOLUZIONE MACCHIAIOLA PREPARA L'ARTE CONTEMPORANEA

Stefania Maccelli, Laura Milani, Gregorio Rossi, Fulvio Vicchi

Centro Studi Raccolta d'Arte Pepi

In seguito alla richiesta del curatore del "Premio di Pittura La Fenice et Des Artistes" con entusiasmo abbiamo fornito la nostra collaborazione, tanto come responsabili del Centro Studi, quanto come collaboratori del dottor Carlo Pepi.

L’"Albergo La Fenice" è da sempre stato luogo d'incontro, e quindi fucina di idee, di uomini di cultura; gli artisti hanno lasciato le loro opere, famosi registi vi hanno elaborato scenografie, celebri cantanti vi hanno formato la loro carriera, Gabriele D'Annunzio lo battezzò con questo nome ed i suoi proprietari sono stati collezionisti d'arte e mecenati. Nel nostro pensiero la finalità del premio deve essere quella della promozione dei pittori; creare un momento di incontro e di confronto in una città che è l'archetipo del porto, nel quale si scambiano e si fondono culture diverse. Un evento culturale nel quale si inseriscono gli intendimenti di una struttura come la nostra. In un progetto proiettato alla valorizzazione di pittori che meritano tutta la nostra considerazione, siamo voluti partire con un preludio concretizzato nella mostra "L'Ottocento Toscano", con opere di quegli artisti che contribuirono a creare i presupposti per la nascita dell'arte contemporanea. Il ricordo delle loro storie vuol essere anche un mezzo di sostegno per coloro che in questa rassegna, come in altre similari, si propongono alla critica ed al pubblico nel contesto di un mondo spesso disattento. Non si è allestito quindi una mostra che commemora il passato, ma si è invece realizzato un'esposizione che impegna Carlo Pepi e tutti noi, così come Giacomo Pellegrini, curatore del premio, in una battaglia a favore degli artisti che sempre hanno necessità di critica e di un collezionismo attento e privo di pregiudizi.

In quest'ottica si inserisce il ruolo del "Centro Studi Raccolta d'Arte Pepi", una struttura museale che si trova ad interagire con un avvenimento che più che un concorso, a nostro parere, sembra una iniziativa di educazione artistica, alla quale fornire il supporto di quella che è la più importante collezione di disegni dell'Ottocento Verista ed in assoluto una delle maggiori d'Europa. La mostra dei Macchiaioli dell'Ottobre 2000, il cui sottotitolo significativamente recita "La Rivoluzione Macchiaiola prepara l'arte contemporanea" è propedeutica non solo alla rassegna delle opere dei trentacinque artisti selezionati per questa prima edizione del "Premio La Fenice", ma soprattutto al significato stesso che il concorso vuole avere, al presupposto di creare un luogo ed un appuntamento per "fare cultura", al senso della continuità nell'augurio di un parallelismo con quanto il principale movimento artistico dell'Ottocento italiano seppe far scaturire al suo interno così come proiettò nel secolo successivo.

Il "Centro Studi" ha fornito il suo avallo, con una mostra di autori che non hanno bisogno di presentazione, sapendo di abbracciare il pensiero di Carlo Pepi che ha dedicato i primi sessant'anni della sua vita alla scoperta di pittori, alla frequentazione dei loro atelier, delle botteghe d'arte e delle gallerie, alla promozione, alla tutela dell'arte, allo studio dell'opera di una mostra sull'Ottocento Toscano a Venezia indubbiamente ha un particolare significato perché questa città fu meta o tappa obbligata di passaggio per molti artisti della cerchia dei Macchiaioli, non ultimo proprio Amedeo Modigliani, rappresentato nella nostra esposizione con il bellissimo e famoso disegno "Donna Seduta", 1916.

Non è un caso che proprio a Venezia, per la prima volta vennero esposti i disegni di Dedo della Collezione Alexander e che in quella occasione Carlo Pepi individuò quelli preparatori per le sculture realizzate a Livorno e che probabilmente lasciò in custodia all'amico Solicchio. Argomento che continua a creare dibattiti sterili allontanando sempre di più la conoscenza del periodo livornese di uno dei più importanti Maestri del '900, quando invece siamo sicuri di poter concludere il nostro intervento riproponendo i titoli che i giornali scelsero in seguito alle affermazioni di Carlo Pepi "La verità viene da Venezia".

 

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