LAGUNA: ACQUA, ENERGIA E SVILUPPO SOSTENIBILE
Per il secondo anno consecutivo la collaborazione con Fenice s.p.a., società del gruppo ED.F che opera nel settore ecoenergetico, ci ha indotto a scegliere un tema legato all'energia ed allo sviluppo sostenibile. Credo che questa scelta trovi radici già nello spirito con cui fu indetto la prima volta il concorso" La Fenice et des Artistes", il tema della prima edizione era "VENEZIA", ma l'argomento ispirò il lavoro degli artisti attraverso un'evocazione così ampia che ci trovammo di fronte ad opere in cui la città veniva interpretata nei modi più diversi. Molti degli artisti già allora colsero l'aspetto della tutela ambientale necessaria per difendere la città lagunare dalla pressione del turismo, dall'alta marea e dall'incombente sviluppo industriale che si affaccia sulla laguna.
La seconda edizione ebbe come tema "LA FENICE TRA MITO E REALTÀ" e come sottotitolo: "Venezia e la sua magia filtrate attraverso il mito della fenice"; l'argomento ancora più del primo portò molti artisti a sviluppare il loro lavoro nella direzione in cui, proprio grazie alla nascente collaborazione con Fenice s.p.a., il tema del concorso venne indirizzato nella terza edizione. "IL MITO DELLA FENICE COME PONTE TRA ENERGIA E AMBIENTE" è stato interpretato con grande capacità espressiva da tutti i partecipanti, che, cogliendo l'importanza dell'argomento, hanno dato il meglio di sé.
Il tema del quarto concorso "LAGUNA: ACQUA, ENERGIA E SVILUPPO SOSTENIBILE" è divenuto, a seguito dei recenti episodi di black out, di grande attualità e gli artisti, sempre ottimi interpreti del proprio tempo, hanno saputo cogliere con grande sensibilità quello che l'organizzazione voleva significare, indirizzando la loro attenzione in quella direzione. Abbiamo avuto però la sorpresa di constatare che, nel più rigoroso rispetto del tema, Venezia è ritornata prepotentemente protagonista delle opere, a dimostrazione di come la città lagunare, che da sempre lotta con gli elementi, ma che della natura che la circonda si è avvalsa in modo intelligente a fini difensivi ed a fini commerciali, costituisca un grande esempio di sviluppo sostenibile.
Mi piace ricordare che fin dal tredicesimo secolo la Serenissima Repubblica promulgò severe leggi a tutela dell'ambiente, provvedendo ad organizzare lo sfruttamento dei boschi, per garantire la continuità della produzione del legno necessario per la costruzione delle sue navi ed alla palificazione delle terre emergenti per lo sviluppo della città nella laguna. La costruzione degli argini e la loro tutela venne studiata per aumentare lo sviluppo sostenibile della città; una legge prevedeva addirittura la pena di morte per chi danneggiasse un argine: un argine rotto avrebbe potuto compromettere la sicurezza dell'intero sistema lagunare con quanto ad esso connesso, e quindi la stessa legge raccomandava che la pena fosse eseguita ad esempio futuro.
Questa breve considerazione storica mi porta a ritenere che il tema del quarto concorso sia stato scelto coerentemente con quello delle prime tre edizioni e mi convince ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, che la magica città potrà fornire anche per il futuro infiniti spunti di discussione.
Bergamo, 13 ottobre 2003
Il curatore, Giacomo Pellegrini