VENEZIA PORTA D’ORIENTE: OCCIDENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE
Mentre nel 1492 Cristoforo Colombo giungeva nel nuovo mondo, Venezia stava vivendo il suo massimo splendore ed aveva un ruolo importantissimo negli scambi tra oriente ed occidente, quella data peraltro cominciò, anche se in un primo tempo in modo impercettibile, a segnare la fine della Serenissima.
Venezia era il punto d’ incontro tra le culture dell’estremo oriente, del nord Europa e di tutto il bacino del Mediterraneo, questo ruolo, universalmente riconosciuto, compare costantemente nell’architettura, nella cultura e nei rapporti economici della Repubblica marinara.
Lo spostamento dei commerci fuori dal bacino del mediterraneo relegò col tempo Venezia ad un ruolo limitato all’Adriatico e più emarginato rispetto al commercio mondiale che si spostò sui grandi porti dell’atlantico. Venezia fino a quel momento aveva avuto una propria filosofia ed un particolare modo di approcciare “il foresto” (ciò che veniva da fuori dei propri confini), ne coglieva gli aspetti migliori e li acquisiva, si adattava alla mentalità dei luoghi, penetrava con la sua dando vita ai tanti esempi di convivenza tra culture, alle nuove architetture frutto della commistione che vediamo a Venezia e in tutto il mediterraneo orientale e i cui esempi massimi si hanno nella basilica di San Marco e nel Palazzo Ducale. Si potrebbe continuare in altri campi come la cucina, la musica, la pittura ed in ognuno troveremmo esempi di convivenza delle culture dall’Estremo Oriente al nord Europa.
Marco Polo partì per l’estremo Oriente dove venne apprezzato per la sua adattabilità e ritornò a Venezia carico di novità e di messaggi di pace.
La tolleranza era la base di ogni rapporto, lo sviluppo sostenibile, (forse non identificato in senso moderno) era sempre un obiettivo del governo, Venezia ci dimostra che corretto uso delle risorse e capacità di adattamento non sono altro che due facce della stessa medaglia;la convivenza tra sviluppo e sfruttamento delle risorse era possibile anche con i mezzi a disposizione in quei tempi, la sopravvivenza della Repubblica era legata all’uso del territorio ma anche alla sua buona conservazione. L’espansione del dominio era in stretto legame con la divulgazione della propria cultura, ma anche con l’adeguamento delle proprie esigenze espansionistiche con la mentalità del suddito che veniva recepita e diventava parte integrante del costume anche nella capitale. Mentalità che dimostra grande capacità di adattamento, Venezia porta d’Oriente presenta all’Occidente le meraviglie dei suoi traffici e fa conoscere a tutta l’Europa la fastosità delle terre che domina o con cui ha contatti.
Purtroppo con la decadenza della Repubblica e con lo spostamento degli interessi commerciali fuori dal bacino del Mediterraneo si è assistito anche ad un cambiamento della mentalità coloniale, la conquista divenne occupazione ed imposizione, le colonie vennero sfruttate solo dal punto di vista economico ed i sudditi trattati come individui da civilizzare, le culture autoctone scomparvero e gli Europei imposero i propri costumi.
L’incontro tra Oriente e Occidente e lo sviluppo sostenibile sono temi di grande attualità, lo scambio costruttivo tra le due culture e tra le due economie è ancora possibile, così come è realizzabile lo sfruttamento delle risorse ed il rispetto dell’ambiente, ma alla base del progetto è necessario porre la tolleranza, prendendo esempio da chi nel tempo ha saputo coniugare commercio, cultura, imposizione di leggi e rispetto delle abitudini altrui come faceva la Serenissima quando era la PORTA D’ORIENTE aperta dall’Occidente.
Concludo ringraziando Fenice Hotels s.r.l. e Fenice s.p.a. che ancora una volta grazie alle loro sinergie hanno reso possibile la realizzazione di questo concorso, un grazie anche agli artisti che anno dopo anno contribuiscono a far crescere la manifestazione e che ad ogni appuntamento interpretano con maggior vigore il tema che diviene via via più complesso, e non solo per loro.
Bergamo, settembre 2004
Il Curatore
Giacomo Pellegrini